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PUNTODISVOLT@

Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi. (G. Galilei)



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Giovedì, 02. Agosto 2007

galeano

di puntodisvolta, 15:43
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Venerdì, 22. Giugno 2007

Come si chiama la violenza dello Stato???

di puntodisvolta, 18:09

Lunedì, 11. Giugno 2007

DA TIZIANA.......

di puntodisvolta, 11:17
  Amici: ecco l'articolo della giornalista e amica Tiziana inviatomi gentilmente e che credo importante condividere con tutti voi:

12 maggio “Family day”:

Povera famiglia…!

“Family day” è più televisivo o più moderno di un casalingo “giornata della famiglia”? E come conciliare questa scelta linguistica con la riproposta del Papa della messa in latino?  Ma è ben poco misterioso l’intento politico di mobilitare le parrocchie e le associazioni di base cattoliche per fare pressione sul Parlamento Italiano che dovrebbe legiferare sui “DICO”, e ancora non si sa bene se a questi potranno accedere le coppie omosessuali.

Famiglia è una parola dalle forti risonanze emotive e poco importa  andare a vedere che cosa c’è oggi dietro questa parola. Quel che è certo è che essa viene adoperata per una massiccia offensiva contro gli omosessuali, una grande caccia alle streghe in tempi di globalizzazione. Come si permettono questi “paria” secolari di venire allo scoperto e di richiedere qualche diritto? Ricacciamoli nel ghetto dove sono sempre stati (a parte i ricchi e famosi, sempre al di sopra della legge), non turbino con la loro presenza la coscienza benpensante e ipocrita del paese, stiano nei luoghi ombrosi dove sono sempre stati.

E se accumulano montagne di sofferenza (loro, i loro genitori, i loro fratelli e le loro sorelle, poiché anche gli omosessuali hanno famiglia) che cosa ci si può fare, non sono forse peccatori?

Ma negli ultimi cinquanta anni l'istituto tradizionale della famiglia si è andato via, disgregando. Per una serie concomitante di ragioni: la globalizzazione, la rivoluzione delle abitudini, il crollo dei valori morali, l'insicurezza e la precarietà del lavoro, le difficoltà economiche di molti e l'eccessivo benessere di altri.    Lo Stato italiano, ha proposto un progetto di legge, di alta civiltà sociale e giuridica, con cui si intende riconoscere e disciplinare i diritti dei cittadini conviventi (“Di.co.”).  (diritti dei conviventi).  

La Chiesa, dopo essere riuscita per diversi anni a bloccare, in Italia, il processo legislativo in questo settore, che temeva sarebbe stato la prima tappa verso il riconoscimento delle unioni fra omosessuali, ha trovato terreno favorevole al suo disegno da Silvio Berlusconi, che, mentre a parole affermava di voler tutelare la famiglia, si caratterizzava (e si caratterizza) spesso per condotte di vita assolutamente incompatibili con tali principi. La Chiesa ha certamente il diritto di esprimere il suo punto di vista in tema di morale. Non ha invece diritto, solo perché si sente accerchiata, di fare pressioni sui parlamentari liberamente eletti dal popolo per indurli a seguire le sue indicazioni su tematiche che, pur attenendo anche alla sfera morale, riguardano l'intera collettività italiana, comprendente credenti e non credenti.  La morale sessuale della chiesa non la segue quasi più nessuno, la percentuale di matrimoni di rito civile sul totale dei (pochi) matrimoni continua a crescere, si incomincia a non battezzare più i bambini. E crescono le convivenze cosi come cresce la quota delle madri sole, vedove, separate, divorziate, e crescono le seconde nozze dei divorziati che, anche se cattolici, non possono accedere ai sacramenti.                                                                                           Del resto, con riferimento al problema dei “Di.co.”, non dovrebbe essere nemmeno necessario ricordare alle gerarchie ecclesiastiche il principio secondo cui «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani». Basterebbe, infatti, che le stesse ricordassero, come dovrebbero, che l'insegnamento evangelico pone al primo posto come essenza del cristianesimo non il rispetto formalistico di una parte dei principi della morale cattolica, ma anche e soprattutto il comandamento che invita ad amare il prossimo, a comprenderne le difficoltà e le sofferenze e a non giudicare la condotta di vita altrui (se non si vuole essere giudicati).  Le autorità ecclesiastiche sanno benissimo di aver perso molta influenza sulla vita quotidiana della gente ma piuttosto che ripensarsi una misericordiosa ed evangelica pastorale per la fragile umanità del terzo millennio preferiscono cercare di imporre per legge quei comportamenti e quei divieti che la sua declinante autorità morale non è più in grado di imporre. E che l'accerchiamento e la perdita dei consensi di cui la Chiesa ritiene di essere vittima non si superano arroccandosi esclusivamente sulla difesa ad oltranza dei valori, pur fondamentali, della famiglia tradizionale o delle regole della morale sessuale ma, anche e soprattutto, mostrando una reale sensibilità per altri valori, non certo meno importanti, quali l'onestà e la moralità pubblica, quasi sempre ignorati o relegati in secondo posto.

Martedì, 05. Giugno 2007

S.O.S. INFANZIA.

di puntodisvolta, 11:13
immagine

LOS "DESAPARECIDOS" ITALIANI

di puntodisvolta, 11:09

Basta prestare attenzione ai Tg, per capire che si sta verificando un fenomeno tristissimo. I bambini scompaiono, le persone scompaiono. Roba di pochi minuti e c'è gente che si smarrisce nel nulla e finisce su "Chi l'ha visto?". Disabili psichici, anziani , scomparsi. Vagabondando per le strade del Paese, non si sa dove dormono, dove mangiano, con chi parlano, cosa li succede. Nulla: scomparsi.

I bambini scompaiono. Come i fratelli di Gravina. Poi sentiamo dire che sono "figli dei tutta l'Italia", che si farà di tutto per trovarli, che ognuno di noi è padre e madre di entrambi. La Tv  comunque fa il suo appello per far si che, chi sa qualcosa, parli.

Il fenomeno dell'omertà fa il brodo al sequestro di persone. allora, mi viene da pensare che non siamo tanto madri o padri, ma che siamo indecenti. Profondamente indecenti.

Sarà mai possibile che questi due bimbi, come la piccola Maddeleine Mc Cann siano scomparsi sotto gli occhi di tutti?? Nessuno sa nè ha visto nulla. Silenzio.

Lo stesso silenzio che anni fa si "sentiva" a Buenos Aires, Chile, Brasil, Uruguay quando la gente scompariva e non se avrebbero avuto più notizie sulla loro sorte. Ma qualche vicino di casa, qualche passante, qualche negoziante aveva visto. Qui oggi, è la medesima cosa perchè c'è sempre qualcuno che passa, qualcuno che sente, qualcuno che è in possesso di un dato qualsiasi. Un silenzio che costò 40.000 vite umane.

Allora, che cosa dobbiamo fare? Uscire con i bimbi legati a noi con delle catene?; fare le vacanze con la scorta?; accompagnarli sempre e dovunque fino ai 30 anni?. Che cosa dobbiamo fare? Io credo che quello che dobbiamo imparare a fare è DE_NUN_CIA_RE. Ogni atto di violenza, ogni abuso, ogni cosa che sappiamo, ogni cosa che dorme nelle nostre orecchie. Non fanno più efetto le fiaccolate, gli striscioni, le lenzuole appese ai balconi, se non accompagnate da un atteggiamento di collaborazione con le Forze dell'Ordine.  Vale la denuncia, vale la intima solidaretà con il  vicinato, vale il nostro permanente stato di attenzione, di attiva cittadinanza.

Non è più possibile assistere allo spettacolo dei Tg seduti comodamente nel divano di casa senza chiederci cosa dobbiamo fare? cosa possiamo fare?? Accendiamo la luce nel mondo dei bambini: l'indifferenza, l'oblio, il silenzio può inghittirli e con loro, a tutti quanti noi.

 S.O.S. INFANZIA.

Mercoledì, 30. Maggio 2007

TITI PINNA

di puntodisvolta, 11:23

Libero. Finalmente libero. Sono felice per quest'uomo trattato per otto lunghi mesi come una bestia e ricomparso nel mondo della civiltà in condizioni pietose. Non aprirò in questo momento una discussione sul diritto dello Stato al blocco dei beni. Nulla dirò sul lungho silenzio degli organi di stampa che da tempo avevano abbandonato l'argomento. Pinna era stata dato per morto e quindi, gli spazi sui giornali costano troppo per occuparsi di una questione così delicata. Non m'interesa se il riscatto è stato pagato o meno; la cosa importante è che questa persona è ritornata al luogho degli affetti da dove non avrebbe dovuto mai essere tolto.

La Sardegna è una terra meravigliosa offesa da questo tipo di reato. Una terra anche colpita di mille problemi, una terra povera che non riesce ad alzare la testa. Una terra ricordata solo di estate quando i Vip arrivano a far vacanza. E questo sequestro ha veramente rapito anche un pezzo della Sardegna, quella della gente che lavora, della gente solidale, della gente che si alza ogni mattina e parte da casa per portare ad essa il pane per la familia.

A Titi Pinna va il mio pensiero allegro e i miei auguri perche possa mettersi in forma, perche possa rincominciare la propria vita con serenità e nella privacy, ese silenzio che per mesi gli hanno dedicato i giornali, la televisione e -perchè no- lo Stato.

LA MORTE DI BARBARA.

di puntodisvolta, 11:12

Una scena molto credibile quella montata da quel "marito" che a porte chiuse era una bestia. Con la moglie e con i figli. Ieri è stato arrestato, inizia per lui il percorso giudiziario (ne sentiremo parlare ancora un per un pò), ma......ma ieri al pomeriggio una donna giovanissima e la sua bambina sono state sepolte e per loro non ci sarà nessun percorso da intraprendere. Mi pongo diverse domande che rivolgerei alle famiglie di lei e di lui, al vicinato (il potere del silenzio è distruggente), ai servizi pensati per la donna e mai attuati, a una società che guarda i fatti in televisione e non si questiona. Io gente, non ho parole. Penso a questi due bambini, al loro futuro, a chi sarano da grandi, a come crescerano, a queste infinite richieste di perdono (un'altra scena di perbenismo italiano) e di giustizia che è diventato quasi una moda. E penso a Barbara e alla sua bambina mai nata con profonda rabbia e sofferenza, perchè sono state loro due a pagare questo prezzo altissimo e non possono più esprimersi. Avrebbe perdonato Barbara?. Dopo momenti di terrore, di umiliazione, di sofferenze, di mala vita, loro avrebbero perdonato??

A queste due persone va il mio pensiero e la mia compasione più profonda. E la mia rabbia perchè la morte pone un punto finale così definitivo che non lascia nessun spazio a niente. Alla bestia il carcere con questo nostro sistema giudiziario che continua a discutere, a questi servizi sempre assenti, a questi silenzi colposi. Tutti sapevano e nessuno ha parlato prima ancora che avvenise la fine della fine.

A te Barbare e a te Viola, un abbraccio profondo che vorrebbe cambiare il destino che vi ha rraggiunto.

FAMILY DAY.......

di puntodisvolta, 10:51
“Family day” è più televisivo o più moderno di un casalingo “giornata della
famiglia”? E come conciliare questa scelta linguistica con la riproposta del
Papa della messa in latino?. Ma è ben poco misterioso l'intento politico di
mobilitare le parrocchie e le associazioni di base cattoliche per fare pressione
sul parlamento italiano che dovrebbe legiferare sui “Dico”, e ancora non si sa
bene se a questi potranno accedere le coppie omosessuali.
“Famiglia” è una parola dalle forti risonanze emotive e poco importa andare a
vedere che cosa c'è oggi dietro questa parola. Quel che è certo è che essa viene
adoperata per una massiccia offensiva contro gli omosessuali, una grande caccia
alle streghe in tempi di globalizzazione. Come si permettono questi “paria”
secolari di venire allo scoperto e di richiedere qualche diritto? Ricacciamoli
nel ghetto dove sono sempre stati (a parte i ricchi e famosi, sempre al di sopra
della legge), non turbino con la loro presenza la coscienza benpensante e
ipocrita del paese, stiano nei luoghi ombrosi dove sono sempre stati.
E se accumulano montagne di sofferenza (loro, i loro genitori, i loro fratelli e
le loro sorelle, poiché anche gli omosessuali hanno famiglia) che cosa ci si può
fare, non sono forse peccatori?
  Non che non ci vorrebbe una politica della famiglia - meglio, una politica di
sostegno per     soggetti singoli che decidono di fare famiglia e di mettere al
mondo dei figli - basata però su alcuni semplicissimi dati di realtà. I
matrimoni si diradano, non è facile neppure fare “famiglie di fatto”, non
parliamo poi della possibilità di mettere al mondo un figlio.
Quest'anno è l'anno “delle pari opportunità”, la cui parola d'ordine, di stampo
europeo-nordista, è “conciliazione”, conciliazione fra lavoro per il mercato e
lavoro di cura (delle donne). Ma che cosa hanno da conciliare le ragazze
meridionali e sarde che al massimo riescono a realizzare qualche giornata di
lavoro all'anno? E i cui fidanzati campano con qualche lavoretto precario?
Possono forse programmarsi un futuro familiare?
Certo, vi sono molti giovani occupati e occupate (soprattutto nell'Italia
centro-settentrionale) che preferiscono vivere a lungo con i genitori
utilizzando i propri guadagni per consumi vistosi. Ma ce ne sono altrettanti che
non chiederebbero di meglio che di vivere una vita di coppia autonoma dai
sostegni e dai controlli familiari e, magari, mettere al mondo un figlio
(“almeno uno” anche se poi le giovani donne ne vorrebbero due). E che dire delle
fortunate che accedono ad un lavoro più o meno continuativo e rischiano il
licenziamento al primo accenno di una gravidanza?
Penso che questi dati siano noti ai decisori politici così come è noto alla
chiesa che la sua “famiglia tradizionale” sta più nei suoi disegni ideologici
che nella vita quotidiana. La morale sessuale della chiesa non la segue quasi
più nessuno, la percentuale di matrimoni di rito civile sul totale dei (pochi)
matrimoni continua a crescere, si incomincia a non battezzare più i bambini. E
crescono le convivenze more uxorio così come cresce la quota delle madri sole -
vedove, separate, divorziate - e crescono le seconde nozze dei divorziati che,
anche se cattolici, non possono accedere ai sacramenti.
Le autorità ecclesiastiche sanno benissimo di aver perso molta influenza sulla
vita quotidiana della gente ma piuttosto che ripensarsi una misericordiosa ed
evangelica pastorale per la fragile umanità del terzo millennio preferiscono
rivolgersi al “braccio secolare” per cercare di imporre per legge quei
comportamenti e quei divieti che la sua declinante autorità morale non è più in
grado di imporre. E per rendere più persuasiva la sua pressione politica trova
un facile capro espiatorio, la discriminata minoranza omosessuale italiana:
«Dagli all'untore»(SCRITTO DA TIZIANA)
 

Martedì, 08. Maggio 2007

MORIRE DI UN COLPO

di puntodisvolta, 11:26

Sono molto preoccupata. Sono giorni e giorni che come una allucinata leggo sui giornali la cronaca degli incidenti stradali.   

Ma quanto vale la vita di questi nostri giovani?? Ma c'è qualcuno che mi possa dare una mano a riordinare le priorità? Eleonora, Alex, Danilo, Davide, Giovani, Daniele, ragazzi tra i 18 e i 22 anni che non ci sono più. Nomi che non dicono nulla vero? Perchè se dico Toti, non devo aggiungere nient'altro. Ma tutti questi giovani, sconosciuti per ognuno di noi, non andrano più a scuola, non si innamoreranno più, non li troveremo più in giro lungo il mare. Vite preziose che scompaiono ad un semaforo, in una curva, in un secondo. Ma quanto valgono queste vite che occupano quei cinque minuti di spazio televisivo nei tg?

Ma cosa sta succedendo? Qui bisogna conversare con tutti su questo problema, e quando dico tutti mi riferisco proprio a tutti. Basta con i punti sulla patente! Nooo! Vent'anni di carcere per chi uccide una persona con la macchina! Avere oggi un'auto, è come avere un arma; bene, allora chi la usa come tale vada punito come quel'altro che ha sparato sul vicino di casa. Non basta con muovere la testa con gesto smarrito e ognuno a casa sua; non bastano più i convegni, gli incontri con le scuole, gli interventi "educativi" di psicologi, carabinieri, insegnanti e genitori. La situazione ci sta sfuggendo di mano e secondo me, sarebbe meglio darsi una mossa. Qualche idea per la testa mi passa da un pò, ma volevo sentire voi...... un pò più fuori dalle istituzioni, un pò più di sana strada, un pò più di condivisione di spazi con questa gioventù che vive "in salita"........ STOP!